Open Colonna Bistrò della Stazione Termini di Roma

Testo e foto di Mariagrazia fiorentino e Donatello Urbani

La campagna di valorizzazione della Stazione Ferroviaria di Roma termini iniziata vari anni fa da Grandi Stazioni Retail mette a segno un ulteriore importante obbiettivo: un ristorante di Prima Classe gestito da un grande chef che ricalcasse quelli già presenti negli anni passati nelle principali stazioni ferroviarie italiane.

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Significative in proposito le parole di Sebastien de Rose, Chief Operating Officier di Grandi Stazioni Retail, che dopo aver ricordato come la stazione di Roma Termini essendo la più grande d’Italia e la seconda in Europa  sia di vitale importanza per la loro azione, ha posto in particolare evidenza la funzione di aggregazione sociale, oltre quella economica, che rivestono le stazioni ferroviarie fungendo da “punto di raccordo tra la città ed il cittadino in generale, non solo residente”. Di particolare importanza presentando i suoi menu basati sui piatti tipici della cucina romana “I romanissimi” – quattro primi: carbonara – gricia- amatriciana e cacio e pepe –  anche quanto affermato dalla chef Antonello Colonna: “Sono orgoglioso di questa nuova sfida che vuole portare l’alta cucina in un contesto di viaggio, dove sembra dominare la fretta tipica di un luogo di passaggio. Con Chef Express abbiamo voluto, al contrario, creare un luogo di riferimento e di destinazione: vogliamo riportare i romani dentro la stazione”.

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E’ indubbio che questa operazione che vuole coniugare una filosofia di alimentazione salutare con i piacere del palato, tipica della cucina romana tradizionale, contrasta con il concetto di benessere che stravolge la classica idea che mangiare sano non soddisfa il palato. Proporre una nuova idea di menù oggi non è facile, specie nel combinare le materie prime messe a disposizione dalla stagione, la capacità esecutiva dei piatti e le esigenze del gusto , soprattutto guardando anche ai costi che, come avviene per  “i romanissimi”  si limitano ad €.12,00. Ad illustrare le attività romane di Chef Express è stato l’Amministratore Delegato Cristian Biasoni che ha ricordato come la sua società sia presente a Roma Termini fin dal 1990 quando fu rilevato lo storico ristorante della stazione. “…oggi nella stazione romana”, ha affermato Biasoni, “Chef Express gestisce 19 punti di vendita suddivisi per tipologia di offerta: bar caffetterie,  gelaterie, pizzerie e ristoranti a marchio Mokà, Juice Bar, Mr.Panino, RossoSapore, Panella, Gusto, Roadhouse Restaurant, quanto prima interessato ad una radicale ristrutturazione, impiegando oltre 326 dipendenti”.

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L’inaugurazione del Ristorante Open Colonna Bistrò ha coinciso anche con l’apertura nel sottostante piano terra dell’Ala Mazzoniana, il più prestigioso e raffinato angolo della stazione Roma Termini, di un angolo pasticceria “Cioccolatitaliani” e di uno spazio salsamenteria “Renzini Gourmet”, dedicato alla vendita di eccellenze gastronomiche romane.

Maggiori notizie sui social e sul sito www.chefexpress.it

Gambero Rosso Academy e Holding Polo del Gusto, Gruppo Illy firmano un accordo per la promozione del Cacao Domori

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La continua e puntigliosa sperimentazione rivolta alla ricerca di prodotti di grande qualità e rispettosi, al contempo, di criteri di sostenibilità sociale e ambientale non poteva che portare la Academy di Gambero Rosso alla firma di un accordo con la Holding Polo del Gusto, Gruppo Illy inteso alla promozione e valorizzazione del cacao “Domori”. Tutto questo ha trovato conferma non solo nelle parole del Presidente di Gambero Rosso, Paolo Cuccia, bensì anche in quanto affermato da Riccardo Illy, Presidente del Polo del Gusto, che ha illustrato le  quattro linee guida del Polo dallo stesso presieduto: 1) qualità super per tutte le materie prime utilizzate accertata, riconosciuta e percepibile da esperti; 2) Uso delle migliori qualità di materie prime; 3) processo produttivo diverso da quelli in uso come per quello utilizzato per il cioccolato Domori  tanto nella macinatura che nella postazione che avviene a bassa temperatura per non disperdere gli aromi – 45 gradi  contro gli 80 utilizzati dagli altri produttori -; 4) sostenibilità ambientale e sociale documentabile attraverso accordi con i produttori.

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Come affermato nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede romana di Gambero Rosso: “Le due aziende rappresentano un vero e proprio riferimento del comparto enogastronomico italiano: Domori, portavoce di una nuova cultura del cacao basata sulla ricerca della qualità e della purezza della materia prima e Gambero Rosso, leader della formazione del Wine & Food made in Italy con i suoi corsi amatoriali e professionali per futuri manager del settore”.

20200204_124836Lo chef Mirko Iemma ed il Presidente di Gambero Rosso Paolo Cuccia presentano una pizza con cioccolato Domori Equador 72%

Da febbraio sarà possibile partecipare ai primi appuntamenti in calendario con i corsi per appassionati presso la Gambero Rosso Academy di Roma:

  • Martedì 11 febbraio – Dolci Al Cucchiaio
  • Giovedì 20 febbraio – Dolci Di Carnevale
  • Sabato 22 febbraio – Dolci Di Carnevale Con Mamma (per mamme e bambini)
  • Martedì 25 e mercoledì 26 febbraio – I Segreti Del Cioccolato

Il 2 marzo avrà inizio il corso di alta formazione Professione Pasticcere, il percorso professionale per acquisire le competenze necessarie per una carriera di successo nel mondo della pasticceria.

Gambero Rosso Academy Roma – Via Ottavio Gasparri, 13/17- Per informazioni e acquisto corsi www.gamberorosso.it

 

AIS – Associazione Italiana Sommelier – e AIT – Accademia Italiana del Tartufo – firmano un patto per la valorizzazione del Made in Italy enogastronomico.

Donatello Urbani

L’obiettivo dell’intesa è creare un’alleanza tra il mondo del tartufo e quello del vino con strategie di sviluppo culturale e di marketing territoriale per un’azione comune anche in considerazione dell’approssimarsi  dell’Esposizione Universale di Dubai. Rappresentare al di fuori dei confini nazionali le eccellenze del Made in Italy, in particolare quanto di meglio offre il nostro settore eno- gastronomico di cui, come sottolineato nel suo intervento dal  sottosegretario Di Stefano: “Tartufo e vino sono due grandi eccellenze dell’agroalimentare Made in Italy. Sono certo che questa collaborazione tra AIS e AIT darà ulteriore slancio alla diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo.” Le due associazioni consegneranno il Protocollo d’intesa sottoscritto da entrambe,  al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Commissario Generale di Sezione per l’Italia per Expo 2020 Dubai Paolo Glisenti per proporre idee ed iniziative da attuare. Inoltre s’impegneranno a coinvolgere la filiera della ristorazione e quella del turismo individuando una rete di ristoranti del tartufo in ogni zona d’Italia, che insieme al vino propongano un abbinamento naturale di unico valore.

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“E’ un patto per il Made in Italy che narra bellezza, due istituzioni illuminate, che sanno regalare stile e cultura a tavola – ha commentato con grande entusiasmo Giuseppe CrIstini, presidente dell’Accademia del tartufo”. Questo accordo apre la strada ad un confronto lungimirante: “L’AIS ha accolto con convinzione la proposta di questo Protocollo per il contributo che il mondo dei sommelier può dare nel racconto del territorio e di chi lo anima – ha affermato Antonello Maietta, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier – Questo connubio nasce nel rispetto dell’ambiente e della salvaguardia della biodiversità in linea con il messaggio che la nostra Associazione vuole dare in vista della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, in programma il prossimo 9 maggio. La manifestazione celebrerà anche il suo decimo anniversario e sarà dedicata proprio al tema della biodiversità”. Seguiteci su queste colonne per avere notizie sulle manifestazioni che verranno poste in essere in questa occasione.

Umbria Jazz Winter – #27 Edizione ad Orvieto dal 28 dicembre 2019 al 1 gennaio 2020.

Donatello Urbani

Numeri di tutto rispetto per l’edizione 2019/2020 di Umbria Jazz Winter #27.  Cinque giorni di musica: da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano. “Musicalmente – affermano gli organizzatori nel corso della conferenza stampa – questa rassegna musicale cerca di tenere insieme due diversi caratteri, solo apparentemente antitetici ma che, al contrario, riescono ad intrecciarsi fra loro con il risultato di dar vita ad un prodotto inimitabile”.

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Così alla proposta artistico/musicale offerta ad un pubblico di esperti e di interessati alla buona musica, si contrappone l’atmosfera festaiola caratteristica delle feste di capodanno dove l’arte delle eccellenze enogastronomiche umbre occupano una posizione di tutto rilievo. Fra le tante  rappresentazioni musicali egli interessanti momenti culturali che caratterizzeranno questa manifestazione, due in particolare meritano una grande attenzione. Il primo è il concerto Gospel che  già da vari anni si tiene nel Duomo di Orvieto al termine della Messa pomeridiana di Capodanno che testimonia, fra l’altro,  l’importanza della musica afro/americana nei programmi del festival. Il secondo come affermato dagli organizzatori: “ è la notte che saluta l’arrivo del nuovo anno con i Gran Cenoni di Capodanno e i concerti di prima e dopo scoccare della mezzanotte”.Una perfetta combinazione di arte,eventi, cultura, buona enogastronomia e tanta sana allegria sono gli ingredienti che Orvieto vuole offrire dal 28 dicembre 2019 al 1 gennaio 2020 ai turisti e ai visitatori colti, raffinati e buongustai.

Maggiori notizie e prenotazioni sul sito www.umbriajazz.com

Dal Cichorium intybus alla Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco – Interessante proposta di turismo esperienzale.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La Strada del Radicchio Rosso di Treviso, messa in piedi vari anni fa dall’omonima associazione, può essere definita, usando un termine di uso comune, ad alta frequentazione. Prova ne siano i numerosi turisti che di questa sono assidui frequentatori, principalmente di lingua tedesca, attratti dalle eccellenze offerte dal territorio sia turistiche/culturali che enogastronomiche.

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                  Radicchio rosso di Treviso: a sinistra la specie tardiva            –             a destra la specie precoce

Il radicchio rosso di Treviso nelle due specie oggi commercializzate, precoce e tardiva,  è una pianta appartenente alla grande famiglia delle “cichorium” conosciute fin dai primi tempi della storia umana, come ricordato sia nel papiro egiziano di Ebers (circa 1550 a.C.), che, in epoca romana, da Plinio il Vecchio nei suoi scritti, e dal medico greco Galeno che ne consigliava l’uso contro le malattie del fegato. Il passaggio dalla commercializzazione generica alla consumazione in loco, in modo da ottenere anche un ritorno economico grazie alla presenza di turisti, si deve proprio all’Associazione Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco che ha saputo mettere insieme produttori di eccellenze, operatori economici locali e istituzioni pubbliche. Finalità comuni a tutti  possono essere riassunte nell’antica politica perseguita dai mercanti veneziani e tradotta in: “saver far e far saver”.

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Vasca di affinamento del radicchio da verde diviene rosso- Punto vendita dell’Az. Agricola Nonno Andrea-Via Campagnola,74-Villorba

In quest’ottica si sono mossi  sia i Soci che l’Associazione della Strada del Radicchio nel presentare agli operatori turistici una forma di turismo “esperienzale” dove il turista è coinvolto a tutto tondo sulle realtà locali,  sia esse di natura, culturale, enogastronomica, ecc.  Indispensabile in questa operazione è il coinvolgimento dei singoli soci che sono chiamati non solo a presentare i loro prodotti, bensì a presentarsi essi stessi quali componenti determinanti dell’offerta turistica. Nel corso del mio tour il giovane coltivatore che ci presenta il lungo processo di lavorazione utile per ottenere il buon prodotto commercializzato  in tutto il mondo con il marchio “Radicchio Rosso Tardivo di Treviso”, ce lo presenta come “Frutto della fame”; proprio quella sofferta dai suoi antenati che, grazie alla presenza di acqua sorgiva, avevano messo a punto una lavorazione necessaria alla sua conservazione in modo da poterlo consumare nel periodo di freddo e di fame nei lunghi inverni.

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Storione albino-Troticultura S.Cristina-Via Chiesa Vecchia-Quinto di Treviso –  Torta al radicchio della Pasticceria/Cioccolateria Max

L’ingegno culinario poi di tante cuoche/pasticcere ha consentito l’utilizzo del radicchio rosso in una grande quantità di gustosi piatti inclusi alcune specialità di pasticceria come la “torta al radicchio” della Pasticceria/Cioccolateria Max – project manager Lorella Zizzari,  Via Canova, 10- Treviso, che si sposa perfettamente, in inverno,  con una tisana , sempre al radicchio rosso. Le attrattive e  le curiosità varie che si possono incontrare lungo i vari percorsi di questa strada sono tanto variegate quanto interessanti. L’azienda agricola “La Perla”, condotta dal giovane Loris Dal Zotto, segnalata dallo Slow Food di Treviso, produce un’ottima mozzarella con latte  delle proprie mucche Sorana. Oltre alcuni caratteristici formaggi locali, vende, inoltre, nel proprio spaccio carni, latte fresco attinto da un distributore e alcuni salumi lavorati tradizionalmente.

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Formaggi del caseificio dell’Az.Agricola”La Perla”-Ponzano Veneto   –    Punto ristorazione Az.Agricola “Ca Mauro”- Silea Treviso

Caratteristica comune a molti coltivatori agricoli è lo spaccio aziendale dove oltre l’immancabile radicchio rosso è possibile acquistare salumi, confetture, vini fermi  e spumanti e fermarsi per consumare un pasto oppure essere ospitati con la formula dell’agriturismo. In una zona ricca di acque non poteva mancare l’allevamento di pesce di acqua dolce: trote, carpe e storioni e produzione di caviale. Un fascino tutto particolare è offerto dalle Ville Venete. Costruite, moltissime sulle falsariga proposta  dall’architetto Palladio, negli ultimi secoli di vita della Repubblica Veneziana, non sono solo monumenti architettonici protetti dall’UNESCO.

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Infatti esse s’immedesimano nella storia sia delle famiglie dei vari committenti, nobili e ricchi mercanti, che in quella dell’arte e dell’architettura grazie alla presenza d’importanti architetti, pittori e scultori. Si vuole differenziarle dalle altre ville presenti nel territorio nazionale  in quanto esse sono vere e proprie aziende agricole, anche se oggi molte si sono trasformate in bed and breakfast, costituite da un corpo centrale riservato alla residenza e lunghe barchesse laterali dove trovavano spazio gli attrezzi da lavoro, cantine e magazzini. Tutto intorno i campi e i vigneti propri dell’affascinante paesaggio veneto.

Prenotazioni di soggiorni ed escursioni:  info@stradadelradicchio.it –  www.stradadelradicchio.it

Govone (Cuneo): Il magico paese di Natale: é l’ora della magia

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La domanda che con maggior frequenza viene rivolta ai genitori nel periodo natalizio è: “ma Babbo Natale dove abita?”. In Piemonte nelle Langhe e più precisamente a Govone in una casa a lui riservata, dove è a disposizione di tutti fino al 22 dicembre, in particolare dei bambini.

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Ogni giorno, nella Casa di Babbo Natale è possibile partecipare ad uno spettacolo musicale che narra le vicende di Rudolph e di come questa sia riuscita a diventare la famosa renna che traina la slitta con i regali. Sempre per i giovani e giovanissimi è stato allestito nel giardino del Castello un “Parco Avventura” con il gioco dell’oca e spettacoli insieme a varie attività di laboratorio. Inoltre, a partire dal 23 novembre, ciascun fine settimana è dedicato ad un tema che di volta in volta viene sviluppato. Il primo di questi temi ha interessato la letteratura per bambini in collaborazione con la cittadina di Cavalermaggiore dove, in concomitanza si tiene il Festival Piemontese dell’Editoria.

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Lungo le strade del paese 110 selezionati espositori integrano i regali di Babbo Natale con dolci e prelibatezze enogastronomiche che sono il fiore all’occhiello del territorio messe in bella mostra, in collaborazione con l’Assessorato al cibo della Regione Piemonte, insieme al tema del gioco, dallo staff de “La Collina degli Elfi”, Onlus.

20191029_195026A celebrare il Natale Cristiano, come affermato nel corso della conferenza stampa tenuta a Roma e presieduta dal Sen. Marco Petrosino, quest’anno è stato bandito un concorso rivolto ad artisti, professionisti ed amanti del Presepe, inoltre all’interno del Castello di Govone, tra scene di vita ed antichi mestieri, si tiene un’esposizione: “Adeste Fideles”, che coinvolge maestri presepi ali provenienti da diverse aree della penisola italiana, con una particolare attenzione alla produzione artistica piemontese. A tutto questo si aggiunge la possibilità di completare la propria esperienza natalizia ascoltando i Christmas Cantores che ripropongono canti natalizi all’aperto in stile Vittoriano, visitando la splendida residenza sabauda di Govone oppure concedendosi una pausa enogastronomica, tra la Locanda, la Bottega e le proposte dedicate allo Street Foof. Novità di questa edizione è il ritorno del Treno Storico la cui prossima partenza sarà da Milano il 22 dicembre.

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Tutto questo ha consentito a Govone di candidarsi al  Best European ChristmasMarkets quale unico rappresentante italiano,. Questa manifestazione vede anche la partecipazione di grandi città quali Tallin, vincitore dell’ultima edizione, Praga, Vienna Budapest e Bruxelles.

E’ consigliata la prenotazione dei biglietti d’ingresso che consente un accesso al paese riservato, senza code e in orario definito.  V.I.C. Tour Operator è l’operatore ufficiale per prenotare le attività al Magico Paese di Natale.  La richiesta va inoltrata a V.I.C. Tour Operator che garantisce condizioni agevolate, tramite il sito www.ilmagicopaesedinatale.com – e.mail: info@magicopaesedinatale.com.

RISTORANTI D’ITALIA 2020 Del Gambero Rosso – Guida preziosa per l’enogastronomia italiana

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La guida dei Ristoranti d’Italia 2020 edita da Gambero Rosso coincide con il trentennale dalla prima uscita e non per niente questa supera per numero ed interesse tutte le precedenti sorelle. Pochi numeri sono sufficienti a definire eccezionale questa edizione come ha affermato Paolo Cuccia, Presidente di Gambero Rosso: “Ristoranti d’Italia 1991: 966 gli esercizi segnalati, 10 Tre Forchette. Ristoranti d’Italia 2020: 2685 locali recensiti, 35 Tre Forchette. Siamo felici di festeggiare questa tappa fondamentale per noi e per la ristorazione italiana. I nostri premiati possiedono tutte le qualità che abbiamo analizzato durante il convegno Da Cuoco Di Qualità A Chef Di Successo: ricerca attenta alla biodiversità, tecnologie, organizzazione economica, comunicazione e promozione nella rivoluzione digitale in corso e il ruolo fondamentale della formazione settoriale e manageriale.”

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Partendo da queste considerazioni, in aggiunta al fatto, come rilevato nel corso della conferenza che la cucina italiana gode al mondo di grande prestigio, “è scaturito il piccolo grande cambiamento nella ripartizione dei punteggi: 50 punti per la cucina (fino lo scorso anno 60), 30 per la sala (prima 20), 20 per la cantina (invariato). Il bonus restringe il suo raggio d’azione (1 solo punto): per meritarlo fatte salve location uniche per struttura e paesaggio, bisogna davvero dare qualcosa in più in termini di formazione, etica e sostenibilità, lotta allo spreco”.  Patendo da questo criterio generale valido per tutti Guida classifica quelli che ottengono i seguenti punteggi: per i ristoranti Tre Forchette da 90 a 100/100; Due Forchette da 80 a 89/100; Una Forchetta da 75 a 70/100. Le trattorie , a seconda del grado di eccellenza: Un Gambero: buono – Due Gamberi: ottimo e Tre Gamberi: Eccellente. Identico criterio per gli wine bar segnalati con Una Bottiglia: Buono; Due Bottiglie: Ottimo e Tre Bottiglie: Eccellente. Così anche per i locali etnici con i mappamondi; le birrerie con i boccali  e i bistrot con le cocotte. Una segnalazione particolare, valida per tutti, è riferita al rapporto qualità/presso. Il primo ristorante classificato – 96/100 – fra le 35 Tre Forchette che sono state premiate è il ristorante “Reale” di Castel di Sangro. Sono invece 30 le trattorie che si contendono il podio dei Tre Gamberi; dieci i wine bar con Tre Bottiglie; quattro i locali etnici con Tre Mappamondi; tre le birrerie con Tre Boccali e tre i locali etnici con Tre Cocotte.

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La guida comunque si completa con un tocco veramente di gran classe: I premi speciali, ben 19, ai quali si aggiungono le segnalazioni per le migliori cucine le migliori cantini  ed i locali segnalati con Due Forchette Rosse con le maggiori potenzialità per raggiungere il vertice di questa prestigiosa classifica. Fra i segnalati dei Premi Speciali – Illycaffè – non si possono lasciar passare inosservati i Migliori 30 Under 30 della ristorazione italiana. Saranno loro il futuro di un settore importante dell’industria turistica nazionale  e merito di questa guida e dell’Editore Gambero Rosso  aver offerto a questi giovani un grande incentivo ad un maggior impegno nella professione.

Gambero Rosso: Ristoranti d’Italia 2020 pagine 800 costo €.22,00. In vendita nelle migliori librerie.

Informazioni sul sito www.gamberorosso.it

 

Parioli 74 – Un Concept Club nel cuore di Roma

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

In una delle strade più anonime del Quartiere Parioli – Via Giosuè Borsi, n.20 -, è stato aperto uno dei locali più raffinati della capitale.

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Spettacoli dal vivo dal giovedi alla domenica dalle 20,00 alle 02,00 del mattino successivo. “Un caleidoscopio di sapori immagini e suoni che cambia ogni sera. Tutto è curato nei minimi dettagli dall’arredamento ai contenuti artistici che rendono questo locale il luogo in cui la musica e le performance fanno da sottofondo ad una serata indimenticabile”.

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Tomino vacche rosse, funghi e castagne                                                                         Insalata di gamberi, misticanza e barbabietola

Menù raffinatissimi curati dallo chef Nicola Delfino, che con le sue prelibatezze farà vivere una serata unica. Materie prime di alta qualità, impeccabili e superbi gli accostamenti che conquistano anche i palati più raffinati. Una cordialità rara accompagnata da tanta professionalità da parte del general manager Nanni Venditti. Una location che si può trasformare come “la pelle di un camaleonte” adatta per meeting aziendali e privati, premiazioni, feste e molto altro, un luogo da conoscere e far conoscere. La carta dei vini  – bianchi, rossi e bollicine – tutti di grande qualità  incuriosiscono quanto il cibo. Varia e ben assortita l’offerta di birre, così come interessanti sono i long drink e la carta dei liquori. Eccellente e professionale il servizio.

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Si consiglia la prenotazione perché è un locale molto frequentato. Da non perdere

Parioli74via Giosuè Borsi 20. Apertura porte ore 20:00. Inizio spettacolo ore 21:30 Ingresso libero. Possibilità di cenare in platea fronte-palco – Infoline: 333.9951643

 

Borghi più belli d’Italia – 2° Festival Nazionale a FICO Eataly World – Bologna 22-24 novembre 2019

Donatello Urbani

Le eccellenze turistiche italiane hanno mille volti. Quello che verrà presentato dall’Assicuazuine dei Borghi più belli d’Italia a FICo  Eataly World di Bologna dal 22 al 24 novembre prossimi, è, senza ombra di dubbio la punta di diamante del turismo italiano. Tre giornate interamente dedicate alla scoperta del fascino dell’Italia nascosta, con eventi folkloristici, mostre e convegni tematici, show cooking, degustazioni, balli e musica tradizionale e un Focus sui Borghi più belli d’Italia in Lombardia.

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Enogastronomia di Morimondo – Entrambe le foto sono in courtesy dell”ufficio. stampa dei Borghi più Belli d’Italia

Sarà un incontro con un turismo improntato all’enogastronomia a metri uno che non conosce strade con intasamenti di traffico, smog ed inquinamenti di nessun tipo dove il senso di libertà regna sovrano in tutti i suoi migliori aspetti. Significative in proposito le parole del Presidente, Fiorello Primi, che nel corso della conferenza stampa ha affermato: “anche quest’anno il Festival potrà valorizzare al massimo i Borghi più belli d’Italia, che avranno la possibilità di presentare e promuovere i propri territori con le loro peculiarità di carattere culturale, ambientale, paesaggistico ma anche enogastronomico. Un centinaio di produttori, infatti, faranno scoprire al pubblico di FICo le eccellenze dei Borghi, quelle produzioni tipiche locali che li contraddistinguono e che sono parte integrante del Made in Italy”. Il programma, messo a punto dagli organizzatori, oltre agli incontri con gli espositori, degustazioni, spettacoli e quant’altro, prevede per il 22 novembre l’inaugurazione del Festival alla presenza di Oscar Farinetti -Patron di Eataly, Fiorello Primi – Presidente dei Borghi più belli d’Italia e Lara Magoni – Assessore al Turismo della Regione Lombardia, ospite d’onore di questa edizione 2019.

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Il Presidente Fiorello Primi presenta il Festival – Veduta dell’Abbazia di Morimondo – Courtesy uff. stampa Bprghi più Belli d’Italia

A seguire, un interessante convegno dal titolo “Un viaggio nel fascino dell’Italia Nascosta”, che avrà come relatori, oltre ai sopracitati, anche Vittorio Sgarbi – critico d’arte e Sindaco di Sutri, il Sen. Gianpaolo Vallardi – Presidente 9° Commissione Permanente Agricoltura, Rocco Corsetti – Presidente di Ecce Italia Consorzio delle Eccellenze dei Borghi più belli d’Italia, Alessandro Tullio – Direttore Direzione Regionale E. Romagna di Trenitalia Gruppo FS, Luca Gasparini – Chief Business Officer Gruppo ICCREA, che presenterà il progetto Buy Borghi. E’ questa un’iniziativa turistica di grande importanza e consentirà a quanti desiderano trascorrere una vacanza all’impronta del slow-travel, delle migliori eccellenze enogastronomiche italiane e godersi paesaggi incontaminati in tutto relax, di scegliere le offerte dei borghi più belli d’Italia riepilogate in un unico portale. Di grande interesse saranno le due mostre fotografiche organizzate in collaborazione con il Nucleo Carabinieri TPC – tutela patrimonio culturale – con le opere recuperate dopo i vari trafugamenti effettuati nei centri d’arte dei piccoli borghi.  Da non perdere assolutamente anche  quanto l’Associazione dei Borghi più belli d’Italia promuove ogni anno con un fitto programma d’iniziative ed eventi su base nazionale e internazionale, con lo scopo di far conoscere sempre più i piccoli centri di eccellenza che costituiscono la rete, destinazioni ricche di fascino, storia, cultura e paesaggi, che hanno così la grande opportunità di uscire dall’anonimato ed entrare a pieno titolo nei flussi turistici nazionali ed internazionali. Utile in proposito la consultazione della guida “I Borghi più belli d’Italia”redatta dall’ omonima Associazione e posta in vendita al prezzo di €.14,90.

Ulteriori informazioni: www.borghipiubelliditalia.it

Come raggiungere FICo. Il sito web di FICo fornisce la seguenti istruzioni: Per quanti arrivano a Bologna in  aereo o in treno, con il FICOBUS di TPER. L’ingresso del Parco si trova a 20 minuti di autobus dalla stazione, a circa 50 minuti dall’aeroporto G. Marconi di Bologna con le navette BLQ e FICObus, a 20 minuti dal centro di Bologna.Nei giorni feriali 5 nuove fermate in Centro a Bologna dove poter prendere il FICOBUS! Il nuovo percorso collegherà, infatti, nei giorni feriali dal lunedì al venerdì: Piazza XX Settembre (Autostazione), via Indipendenza, via Rizzoli, Piazza Minghetti, Piazza Malpighi, via Marconi e Viale Pietramellara (Stazione Centrale ferroviaria). Nei Tdays, la linea F nel centro storico continuerà, invece, a transitare su via Indipendenza, via dei Mille, via Amendola e Viale Pietramellara. La nuova “linea F” avrà frequenza di 30 minuti dalle ore 9 alle 20.30. Dopo tale orario, sono in programma 3 corse tutti i giorni e 4 al sabato, accompagnando i flussi di visitatori negli orari di apertura di FICO. Invariate rimangono le tariffe e le formule di pagamento: 5 euro il prezzo della corsa singola, 7 dell’andata e ritorno in giornata; 5 euro per l’andata e ritorno in giornata per i gruppi (minimo 4 persone solo con acquisto online). Per le visite serali al parco agroalimentare, è possibile anche acquistare online su ficobus.it un biglietto di andata e ritorno, al costo di 4 euro (3 euro per abbonati Tper) utilizzabile nella stessa serata a partire dalle ore 17. Infine, un titolo da 10 euro consente l’andata e ritorno in giornata e la possibilità di utilizzare per l’intero giorno anche le altre linee ordinarie di trasporto pubblico in area urbana; al costo di 16 euro, invece, è possibile acquistare l’andata e ritorno in giornata assieme all’andata e ritorno del servizio Aerobus da utilizzarsi entro tre giorni solari.

 

India – Un grande e misterioso paese

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Una credenza presente nei turisti, gli italiani non fanno eccezione, vuole che l’India si completi nel territorio del Rajasthan e in quelli limitrofi.  A nord, ai piedi del grande arco montagnoso della catena Himalayana, e  ad est ai confini degli stati del Bhutan e del Myanmar, attraversato per la tutta la sua lunghezza dal fiume Brahmaputra, si trova lo stato  dell’Assam, definito il più bello dell’India ed ancora trascurato dalle grandi rotte turistiche.

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  Foto courtesy Enciclopedia on line Wikipedia

Il più profondo credo dell’India è la ricerca dell’unità nella molteplicità”. Con queste parole, Tagore, riassumeva congiungendole con il nucleo del proprio pensiero filosofico-religioso, una delle correnti più fruttuose dell’India, risalente a quasi tre millenni indietro. “ Ar nai re bela, namlo ciaia”-  E’ finito il giorno e sulla terra scendono le ombre della notte:

andiamo al fiume a riempire l’anfora.

Il gorgoglio delle acque rattrista i colori del tramonto.

Sulla strada una voce mi chiama: andiamo al fiume …..

Da una barca della sponda

Arriva il suono d’un flauto sconosciuto: andiamo al fiume …..

(Robindranath – Tagore – Premio Nobel per la letteratura 1913)

1280px-Homeward_bound                                                                 Foto courtesy Enciclopedia on line Wikipedia

L’acqua è l’elemento naturale che circonda l’Assam e lo bagna in tutto il territorio con i suoi grandi e piccoli fiumi. L’avifauna è ricca di un numero rilevante di specie di uccelli e farfalle che sono esclusivi della regione, un vero paradiso per gli appassionati del turismo all’aria aperta. In prevalenza il riso e le coltivazioni di the, (60 mila piccoli giardini) dove è possibile degustare questa nobile bevanda, una delle migliori al mondo.  Un paese dove i sapori raccontano le diversità naturali e culinarie, e gli ingredienti si integrano in combinazioni uniche. Ma non mancano per gli appassionati di cucina vere prelibatezze accompagnate da danze e musica.

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Foto Courtesy Enciclopedia on line Wikipedia

Il grande fiume Brahmaputra che attraversa questo territorio, ricordo di una galassia storica e spirituale, è la testimonianza di vita quotidiana tra cronaca minuta e mutevole di fatti  e sottostante anima di un popolo in trasformazione. Luoghi dilatati e senza tempo all’inevitabile incontro con la modernità. Paesaggi infinitamente ricchi, sparsi in cinque parchi nazionali che a loro volta accolgono venti santuari naturalistici, offrono proposte turistiche in perfetta armonia con la natura in ottica adrenalinica, vette, le più alte del mondo, cieli dall’azzurro profondo, fiumi e corsi d’acqua, passeggiate da sogno. 22 campi di golf, crociere sui fiumi per chi ama questo genere di turismo.  Questo il senso dell’avventura in Assam. Pareti che raccontano la storia di una cultura millenaria, scolpite dall’uomo agli inizi dei tempi. Misteriose tracce sulla pietra, celebrazioni antiche, storie dei tempi di epoche e gesta emozionanti. Ottimi collegamenti aerei diretti consetono di raggiungere l’India anche nelle più remote destinazioni.

Atithi Devo Bhavo “L’ospite è Dio” in sanscrito.

Per ulteriori notizie ed informazioni: Tourism Departement Government of Assam. Email directortourism1@gmail.com – Red River Tours & Travels Assam Tourism Development Corporation Ltd: email redrivertravels@gmail.commdatdc@gmail.com. Ambasciata India Roma email: dcm.rome@mea.gov.in  – Sito web: www.indianembassyrome.gov.in