I Topi – Una serie Comedy scritta, diretta ed interpretata da Antonio Albanese con Nicola Rignanese, Lorenza Indovina e Tony Sperandeo.

Mariagrazia Fiorentino

Un commedia animata da un nuovo e originale personaggio che ha il pregio di ridicolizzare la mafia con fine gusto del paradosso. Un coproduzione RAI Fiction – WILDSIDE. In onda su Rai3 sabato 6, 13 e 20 ottobre alle ore 21.40 e in anteprima online su RaiPlay dal 2 ottobre. Il protagonista si chiama Sebastiano ed è un latitante che trascorre le sue giornate nascosto in una villetta del nord Italia, dotata di mille “occhi” all’esterno e di ingegnosi nascondigli all’interno: telecamere, allarmi, recinzioni, passaggi segreti, cunicoli sotterranei, oltre all’immancabile bunker interrato. Dice l’autore: “Ho narrato lo stile di vita dei latitanti di mafia usando l’ironia e il paradosso con l’intento di far emergere il ridicolo e l’assurdità di quella condizione.” Una commedia brillante, anacronistica, amara e surreale, con un fondo di verità.

Teatro Argot Studio: CECI N’EST PAS UN THÉÂTRE – Stagione teatrale 2018/2019 – Direzione artistica: Francesco Frangipane e Tiziano Panici

Mariagrazia Fiorentino

Un piccolo spazio, un luogo dove far girare le idee, in una strada anonima nel cuore pulsante di Trastevere, dove le ragioni di cuore e affettive, non certo “economiche”, lo fanno vivere in maniera attiva. Una presenza gioiosa della cultura, uno spazio di formazione e di laboratorio.

Teatro Argot Yoris Petrillo - Elogio della Follia #ilikedopamina                                                                 Teatro Argot Studio: Yoris Petrillo – Elogio della follia

Il teatro Argot Studio “è giunto oramai alla sua trentacinquesima stagione e ad animarlo è ancora l’irrinunciabile desiderio, o forse meglio la necessità, di indagare la contemporaneità, cercando di decifrarla e interpretarla attraverso linguaggi mai scontati. La stagione 2018/2019 è divisa in due parti, una dedicata alle nostre produzioni e un’altra alle ospitalità. Una scelta che testimonia la natura più profonda e sincera di Argot: quella di essere casa, quindi luogo in cui si crea e in cui si accoglie, ma non solo….  Apre la stagione, dal 3 al 21 ottobre, lo spettacolo Volevamo essere gli U2 ma forse era meglio Vasco, ‘sequel’ della commedia di successo Volevamo essere gli U2, che nel 1990 ha debuttato proprio con noi e che segna il gradito ritorno all’Argot dell’autore e regista Umberto Marino e del cast originale “in una nuova pièce generazionale con musiche in scena, battute e qualche lacrima”. Si prosegue, dal 23 al 31 ottobre, con Un mondo perfetto, scritto e diretto da Sergio Pierattini. Il testo affronta il tema attuale e complesso dell’adozione o delle false vocazioni, di sogni che una volta svelatisi mostrano la faccia della sconfitta e del disinganno.

Quindi dall’8 al 17 novembre, l’adattamento di Zio Ivan di Čechov, firmato da Alice Spisa. Prendendo le mosse da Čechov, Zio Ivan esplora un mondo sempre più tragicamente improntato all’individualismo, in un’Italia moderna e accecata dagli idoli. Dal 20 al 25 novembre, Per Caterina ideato e diretto da Aliosha Massine. Da una parte un padre che lotta per i sogni di sua figlia, una bambina di sei anni innamorata della danza classica e, dall’altra, un consulente finanziario costretto dalle circostanze a beffarsi dell’amico. Dal 27 novembre al 2 dicembre, Elogio della follia #ilikedopamina, ispirato al capolavoro di Erasmo da Rotterdam, riscritto da Aleksandros Memetaj con la regia di Tiziano Panici. Un ritratto distopico della società di oggi, dove il fenomeno dei social media, della visualizzazione spasmodica e dello Star-System assume rilevanza fondamentale tale da dividere il mondo in due classi: classe A e classe C. E dal 5 al 23 dicembre 7 anni, successo spagnolo tradotto e adattato per il teatro da Enrico Iannello con la regia di Francesco Frangipane. I soci fondatori di un’azienda di grande successo, infatti, vengono a sapere che il fisco ha messo gli occhi sul loro conto segreto in Svizzera, su cui hanno depositato una grossa somma di denaro non dichiarato. Di fronte alla prospettiva di finire tutti alla sbarra, i quattro giungono alla conclusione che uno solo dovrà assumersi la colpa e scontare sette anni in carcere per il bene dell’azienda.

Teatro Argot Aleksandros Memetaj - Elogio della Follia #ilikedopamina                                                          Teatro Argot Studio: Aleksandros Memetaj – Elogio della follia

Dal 22 al 27 gennaio, Best Friend di Giuseppe Tantillo. Cris e Davi hanno dieci anni e se lo dicono spesso. Come fosse un mantra. In questo bisogno di affermarlo risiede la loro prima dichiarazione di libertà. Scegliere l’amico del cuore è, infatti, la prima grande decisione che la vita ci chiede di prendere.  Una casa anche quest’anno abitata da vecchi amici che tornano a farci visita, da inquilini fedeli e affezionati e da tanti nuovi ospiti che si affacciano per la prima volta alla nostra porta. È stata sempre questa la peculiarità dell’Argot: mischiare le carte, far crollare le certezze, shakerare il vecchio col nuovo per avventurarsi su strade poco battute ed accogliere stimolanti sfide”. Nel teatro Argot Studio gli artisti sono gli artigiani della scena che dopo aver frequentato questa casa vanno fuori e poi ritornano con le loro esperienze, uno spazio dove nascono delle cose per poi ripartire.

Teatro Argot Studio- Via Natale del Grande, 27 – Roma. Per avere tutte le informazioni sulle innumerevoli attività del Teatro Argot consultare il sito www.teatroargotstudio. com

Teatro Ivelise – Roma, Via Capo d’Africa, 8/12

Mariagrazia Fiorentino

Un luogo per chi ama l’essenza dello spettacolo, un salotto intimo dove ritrovarsi a due passi dall’Anfiteatro Flavio. “Il Teatro Ivelise, infatti, è recitare, ballare e fare musica, grazie agli artisti che ha incontrato nel suo percorso di vita…., dedicato alla formazione artistica attraverso la quale ha consolidato nel tempo valide collaborazioni con gli insegnanti e gli allievi”. Uno spazio che guarda con interesse alle nuove generazioni. Gli spettacoli iniziano  il 5 ottobre con “Mamma son tanto felice perché” commedia di e con Angelica Bifano. “Cosa comporta non accettare l’assenza?”, “quanto tempo serve per elaborare un lutto?”, “è possibile ricominciare una nuova vita a 50 anni?”. Questi sono alcuni degli interrogativi che si pone Delfina che ripercorre con il corpo e con la mente una storia appena finita.

Teatro Ivelise corso-burlesque

Terminerà la rassegna il 5 maggio 2019 con “La maison de Lolà” – varietà, regia di Brenda Monticone Martini con le coreografie di Lola Lustrini. La Maison de Lolà è il format più frizzante del Teatro Ivelise, una miscela esplosiva fatta di: burlesque, boylesque, cabaret e musica dal vivo. Ad accogliere gli ospiti nel salotto della maison saranno personaggi bizzarri un po’ francesi, e di altre epoche. Un luogo magico per vivere storie di personaggi incantevoli e viaggiare tra le piume e l’ironia del favoloso mondo del burlesque”.

Per conoscere il calendario completo degli eventi consultare il sito web www.teatroivelise.it

Sembra mio figlio – Un film di Costanza Quatriglio che ne firma la regia con BASIR AHANG, TIHANA LAZOVIC e DAWOOD YOUSEFI, dal 20 settembre al cinema distribuito da Ascient Film con RAI Cinema

Mariagrazia Fiorentino

E’ un incredibile storia vera, una tragedia umana, ma non banale. Un film che coglie il momento buio e triste in cui viviamo, in questa Europa sempre più arida di sentimenti ed accoglienza vera. E’ una storia di “ricongiungimento familiare al contrario”, che ha luogo nel territorio di partenza e non in quello di esilio, scrive Amnesty International. Sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, Ismail vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, il popolo Hazara

Jan e i suoi fratelli sono i figli della diaspora, non sono attori professionisti e tutto questo offre una freschezza di recitazione unica. Un film da non perdere

Un amore così grande – Un film di Cristian De Mattheis, prodotto da Michele Calì e Federica Andreoli, dal 20 settembre al cinema in 100 copie.

Mariagrazia Fiorentino

Un film che racconta la solitudine, ma riesce ugualmente a commuovere, emozionare, sognare.

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“Il protagonista Vladimir (Giuseppe Maggio) parte dalla Russia, San Pietroburgo, dopo aver perso la mamma (Daniela Giordano) alla volta dell’ Italia, Verona, alla ricerca del padre (Franco Castellano) che non aveva mai conosciuto. Quest’ultimo ha abbandonato la madre di Vladimir a San Pietroburgo quando lui aveva pochissimi anni. A Verona incontra Veronica (Francesca Loy), la figlia benestante di un’industriale (Jgor Barbazza), che di professione fa la guida turistica. Qui nasce il grande amore tra i due ragazzi. Un amore pieno di ostacoli e di insidie, una fra queste la nonna di Veronica (Fioretta Mari) che tenta di ostacolare i due con ogni mezzo. A Verona Vladimir incontra i ragazzi de “Il Volo” ed il loro manager (Riccardo Polizzy Carbonelli). Sarà proprio lui a convincere Ignazio, Piero e Gianluca che Vladimir è un vero talento della Lirica e che possiede una voce come poche che lui abbia sentito. Ma purtroppo gli eventi che si presenteranno dinanzi alla loro vita non sono ancora finiti, prima del trionfo dell’amore bisognerà aspettare e soffrire ancora per molto”.

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La cosa più bella di questo film è la dolcezza come dice il sottotitolo “La più bella storia d’amore degli ultimi anni”. Un plauso particolare a Francesca Loy per la sua freschezza interpretativa e un bravo a tutti i capitani di lungo e medio corso, fra i quali i Ragazzi del Volo.

“ESTONIA IN MUSICA” – Musica estone in festival in Italia per ricordare il centesimo anniversario dell’indipendenza della piccola Repubblica sul Mar Baltico.

Testo e foto di Donatello Urbani

Ben sei concerti sono previsti a Roma fra i quali  quello del cantautore folk-pop Silver Sepp, tenuto il 25 luglio nel suggestivo scenario del Teatro Marcello. E’ lo stesso artista a presentarsi al pubblico: “Sono cresciuto in un villaggio di pescatori nel sud-est dell’Estonia. Durante la mia infanzia ho vagato all’infinito nelle praterie vicino al mare e trascorrendo molto tempo con me stesso. In quel periodo sono stato attratto dai suoni che mi circondavano e dagli oggetti che li producevano — un vecchio pianoforte nella nostra fattoria, i chiodi che erano stati fissati sulla parete della stalla, una ruota scricchiolante della bicicletta di mio nonno. Studiando canto jazz all’Accademia di Cultura di Viljandi, mi sono avvicinato alla musica tradizionale estone. Volevo comprendere appieno la struttura delle melodie della mia lingua madre. Insieme ai miei amici abbiamo fondato due gruppi di musica popolare RO:TORO e Svjata Vatra, conosciuti come gruppi di musica tradizionale influenzata dalla contemporaneità. In seguito sono diventato cantante nel gruppo reggae-bhangra “Bombillaz” ottenendo nel contempo la laurea specialistica in Norvegia per aver partecipato al progetto che lega la danza tradizionale estone al palcoscenico moderno. Tre anni fa ho deciso che tutto quello che desideravo era comporre la mia musica. Ho cominciato a inventare gli strumenti musicali usando gli oggetti di uso quotidiano che trovavo a casa, nella mia fattoria. Ho scoperto la musicalità delle bacinelle che fluttuavano sull’acqua, delle ruote della bicicletta che somigliavano al suono delle campane, ho costruito un’arpa fatta di chiodi infissi sulla vecchia base della rete da pesca, il suono dei tubi dell’acqua che mormorano e sembrano di esplodere. Cercando in me stesso, ho trovato la voce che racconta storie di grandi desideri, della pace dell’anima, dello sbocciare della primavera, della crescente stanchezza dell’essere, del ritorno a casa e dei grandi cambiamenti”.

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Il programma di musiche proposte dall’artista, arrangiamenti della musica popolare suonate con gli strumenti inventati, é stato: Intro Kus me lähme vasta ööda (Tradiz estone arrangiato) – Mu Jumal kuis nii varjul oled  – Pahad põdrad Teomehe nädalapäevad (Tradiz estone arrangiato) Kikas kireja”. I prossimi appuntamenti sono previsti a partire dal 17 settembre con Kristi Kapten (pianoforte), per proseguire il 19 settembre con Siiri Sisask (cantautrice), il 24. Settembre con Ksenia Kuchukova (soprano) e Helin Kapten (pianoforte). Per concludere l´edizione di 2018 il 29 dicembre, con Hortus Musicus e con il maestro Andres Mustonen (musica barocca). E’ questa una buona occasione per fare conoscenza con compositori contemporanei estoni di diversi orientamenti – dalla musica tradizionale rivisitata, alla produzione più vicina alla “classica”, agli autori – come Tõnu Kõrvits , Lepo Sumera, Eduard Tubin, Silver Sepp e Siiri Sisask e con concertisti e cantanti come Kristi Kapten, Ksenia Kuchukova e Helin Kapten, fino a direttori d’orchestra come  Andres Mustonen e il suo gruppo di musica barocca “Hortus Musicus”.

Maggiori informazioni sul sito web www.estoniaeilbaltico.center

Un marito metà – Nelle sale dal prossimo 30 agosto

Testo e foto di Donatello Urbani

Con l’avvento dei social la “condivisione” è divenuta una pratica di uso comune. Tutto è condivisibile con il nostro prossimo, anche se sconosciuto.  Fotografie, onomastici, compleanni, pensieri, esibizioni anche le più riservate e personali  che in precedenza erano esclusività strettamente personali sono divenuti tutti di dominio pubblico.

20180717_114215Così una madre di famiglia parigina, Sandrine, interpretata da Valèrie Bonneton,  che scopre le infedeltà del marito, Jean, Didier Bourdon, pensa di condividere in una sorta di affidamento congiunto lo stesso marito con la sua amante, Virginie, Isabelle Carrè. Ciascuna di loro per una settimana veste i panni della moglie e nell’altra attende il ritorno del capofamiglia al desco familiare. Le due donne impongono e Jean un bizzarro triangolo amoroso  con un nuovo stile di vita che ben presto si rivelerà  per tutti un incubo carico di imprevedibili conseguenze anche per i  figli della coppia originaria, costretti a malavoglia a sopportare nuovi rapporti con i genitori e un nuovo stile di vita.

20180717_114849Mentre i tre principali protagonisti si troveranno di fronte situazioni inizialmente insperate, una particolare attenzione merita  il ruolo delle protagoniste femminili: Sandrine nel trovarsi single a settimane alterne e Virginie a convertire il ruolo di amante con quello di moglie. Pellicola divertente dal sapore prettamente estivo che in maniera ironica pone lo spettatore di fronte a situazioni che possono realmente accadere nei nostri giorni come avvenuto  alla regista Alexandra Leclère.

Il Jazz Italiano per le Terre del sisma.

Donatello Urbani

In soli quattro anni questa rassegna ha coinvolto oltre 2.500 musicisti che hanno tenuto ben 400 concerti in 18 palcoscenici nelle varie località del centro Italia colpite in vari anni dal sisma, come ha affermato Paolo Fresu, direttore artistico dell’iniziativa e Presidente della Federazione Nazionale “Jazz Italiano”. Capitale ideale di questa manifestazione è la città de L’Aquila, città duramente colpita da disastrosi movimenti tellurici che hanno interessato in varie riprese, quasi per intero, l’Italia Centrale. Dal 2019, infatti, L’Aquila diverrà la capitale del jazz italiano con un festival autonomo che dialogherà anche con le altre cittadine interessate dal sisma in particolare con Amatrice, Camerino e Scheggino come avvenuto per la manifestazione di quest’anno. A questa iniziativa hanno aderito e collaborato varie istituzioni ad iniziare dal MIBAC, SIAE, IJI – Federazione Nazionale Jazz – oltre a varie altre che operano territorialmente, quali la Casa del Jazz di Roma. Significativo quanto affermato nel corso  della conferenza stampa da Paolo Fresu: “Questo evento rappresenta una novità assoluta per il panorama culturale nazionale. Un messaggio forte di vicinanza arrivato al cuore della popolazione colpita dal sisma che attraverso la vitalità della nostra musica ha vissuto insieme a noi ed al numeroso pubblico giornate che rimarranno nella storia del nostro paese.

il jazz italiano per le terre del sisma

Il programma della manifestazione prevede:

  • 30 agosto 2018: Nella città di Camerino nella Rocca Borgesca alle ore 19,30 – In caso di pioggia il concerto si terrà in Via Le Mosse all’Auditorium Benedetto XIII -. Si esibiranno Alberto Napolioni Quartet ; Pescara Jazz Messanger; Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura;
  • 31 agosto 2018: a Scheggino alle ore 19,00 in Piazza Carlo Urbani – in caso di pioggia nella sala Polivalente – si esibiranno Tommaso Perazzo (vincitore del premio Urbani), piano solo; Karima e Caludio Jr De Rosa Quartet;
  • 1 settembre 2018 ad Amatrice alle ore 18,00 nel parcheggio ex Area ANPAS, villa San Cipriano di Amatrice: si esibiranno il Corpo Bandistico di Accumoli; John De Leo trio; Night Dreamers; Beatrice Arrigoni Trio.
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A partire dal 1 settembre fino al giorno 2 settembre 2018 i concerti si terranno tutti nella città de L’Aquila con happening estemporanei in tutto il centro storico che sarà addobbato per l’occasione:

  • 1 settembre 2018: in Piazza Chiarino Dj Set; alle ore 21,30 nella Piazzetta del Sole al Jazz Club gestito da Italia Jazz Club si esibirà la Jazza Band Resident con Piero Odorici, Roberto WiewRossi, Nico Menci ed Adam Pache;
  • 2 settembre 2018: nelle seguenti location e negli orari indicati si esibiranno:

alle ore 10,00 nella Basilica di San Bernardino: 100 Cellos Feat Govanni Sollima;

alle ore 12,00  nella Casa dello Studente: Joe Barbieri “Origami”;

in orari vai, concerti di piano solo, nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano con:

ore 14,00: Vittorio Solimene; ore 14,50: Livio Minafra; ore 15,40: Andrea Pozza; ore 16,30 Francesco Scaramuzzino.

Nella Piazza Duomo si esibiranno varie Band a partire, e a seguire, nelle ore: 15,00 con la Big Band del Conservatorio di Musica “A.Casella”  di L’Aquila diretta da Massimiliano Caporale; ore 17,00: Dino Plasmati & LJP Big Band “Growing Up”; ore 18,00 Bomporti Jazz Band con la Big  Band del Conservatorio di Trento Agora Tà con Barbara Casini, voce, Paolo Silvestri, direzione e arrangiamenti; ore 19,00 Duccio Bertini e Rainbow Jazz Orchestra – “A Wiew on Stardards” con speciale Guest Stefano Cocco Cantini;

nel Corso Vittorio Emanuele, n.95 nel Palazzo Di Paola nei seguenti orari: 15 – Giampoalo Ascolese, Mauro Zazzarini con “Big Bag”; 16,00: Emanuele Primavera EP4tet; 17,00: Salvatore Maltana Melodromum Ensemble; 18,00: Lorena Fontana Quartetto; 19,00: Alessandro Giachero Trio;

Scalinata di San Bernardino – ore 15,30: Daniele di Gregorio e Lorenzo Tucci Duo; 16,30: Annalisa Marianella; 17,30: “Secondo” (su Casadei); 18,30: Pippo Martino “Essential Team”; 19,30: Marco Zurzolo;

all’Auditorium del Parco Esterno – “Spazio Infanzia” – dalle ore 12,00 alle 14,45: Laboratorio “Nati nelle note” – Sviluppo della musicalità per neonati e bambini 0/5 anni. Un solo accompagnatore per ogni partecipante – max 15 partecipanti per gruppo. Prenotazione al 328.4781160. Gruppo gattonanti (0/15 mesi), h.12 (45 minuti), gruppo misto (3/5 anni) h.13,00 (45 minuti), gruppo camminanti (16/36 mesi) h.14 (45 minuti); ore 15,30: Alessandro Sanna, Melania Longo e Sonia Peana in “Una casa-La mia casa”, ore 17,00: Orchestra Stabile IC Villasanta diretta da Felice Clemente;

Auditorium del Parco – Spazio interno – alle ore 15,00: Alessandro Scala, ore 16,00: Joe Pisto 5et, ore 17,00: Gianni Cazzola, ore 18,00: Enzo Favata, ore 19,00: Carla Marcotulli;

Piazza Chairino – ore 15,30: Giacomo Tantillo 4et “Water Trumpet”, 16,30: Alessandro Paternesi P.O.V. Quintet, ore 17,30: Andrea Polinelli “Vision for Sylvian”, ore 18,30: Tiziano Bianchi Quartet “Now and Then”, ore 19,30: Cinzia Tedesco.

Informazioni al n° 055.240397 e sui social

VI^ Edizione del festival ideato e diretto da Vinicio Capossela “SPONZ FEST 2018 SALVAGG’ –Salvataggi dalla mansuetudine” che coinvolge le terre dell’Irpinia dal 21 –26 agosto con un’Anteprima il 19 agosto

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

“SALVATICO È COLUI CHE SI SALVA”

LEONARDO DA VINCI

Come avvenuto nelle precedenti cinque edizioni anche questo SponzFest 2018 è un festival itinerante  che coinvolge vari Comuni irpini. Infatti quelli interessati in questa edizione oltre Calitri, che essendo la patria di Vinicio Capossela, anima e ideatore di questa rassegna, è  anche il punto di riferimento, sono Lacedonia, Morra De Sanctis, Cairano, Sant’Angelo dei Lombardi e Villamaina.Ciascun Comune è chiamato a mettere in campo quanto di meglio può offrire in termini di ospitalità ed eccellenze sia enogastronomiche, come i caciocavalli di Calitri, sia culturali come nel caso di Sant’Angelo dei Lombardi con l’Abbazia del Coleto che ospiterà alcuni concerti inseriti nel nutrito programma dell’intera rassegna.

alta-valle-irpina-04Sant’Angelo dei Lombardi (AV): Ingresso alla Abbazia del Goleto con in primo piano l’avancorpo del fabbricato dove é stata ubicata una foresteria con  otto camerette per gli ospiti.

L’Abbazia del Goleto, poco distante dal centro abitato di Sant’Angelo dei Lombardi, fu voluta nel 1133 dall’eremita Guglielmo da Vercelli in una via obbligata sui percorsi che conducevano a Manfredonia in Puglia e da lì in Terrasanta. Proprio il bestiario di questa Abbazia ci aiuta a   interpretare l’intestazione di questo festival “SALVAGG’ – Salvataggi dalla mansuetudine”. Sul muretto terminale della scala che conduce alla cappella dell’Abbazia è stato scolpito il serpente che dopo aver tentato Eva ed aver provocato la cacciata dal paradiso terrestre – certamente uno dei temi raffigurati nel ciclo pittorico all’interno del luogo sacro – esce e si dirige all’esterno con il preciso intento di offrire le sue tentazioni alla popolazione del circondario.

alta-valle-irpina-07                                 Sant’Angelo dei Lombardi: Abbazia del Coleto – Il serpente tentatore con in bocca il frutto proibito.

Le parole di Vinicio Capossela offrono un ulteriore elemento chiarificatore:” Una peste percorre la società contemporanea: l’ammansimento. La bestia educata a venire sotto la mano. Siamo ammansiti dalla impossibilità, dalla frammentazione del lavoro, dal ricatto del precariato. Isolati e connessi nell’individualismo collettivo e masturbatorio delegato alla rete. Veniamo sotto mano ma in cambio di cosa? Sponz Fest 2018, sviluppa il doppio tema del selvaggio, del salvamento, della salvazione, e quello del selvatico in opposizione al mansueto. Terra di selve, di animali e uomini di indole selvatica, come le faine, le volpi e i lupi dell’immaginario totemico locale, temi presenti e condivisi anche nei bestiari delle abbazie.L’Irpinia prende il suo nome dall’Hirpos, il lupo nella lingua osco sannita. Un Festival per sfasciarsi dall’idiocrazia. Per praticare la fierezza, a partire dalla fiera non domesticata che è in noi. Per salvarsi inselvatichendo”. Grazie a questi principi lo Sponz Fest non è un festival tradizionale, pensato cioè come una vetrina per il consumo estetico irreggimentato dentro un programma fisso, quanto piuttosto un evento di eventi pensato per fare esperienza di sé e degli altri, per indagarsi e indagare, magari per rendersi perplessi attraverso lo sconfinamento, l’attraversamento dei limiti che ci confinano. Quest’anno forse più delle edizioni precedenti il tema che fa da cornice alla varietà degli eventi è infatti proprio il Limite per eccellenza, quello antropologico, che da una parte ci separa dagli altri animali e dall’altra ci separa da noi stessi in quanto animali; insomma, che ci separa dalla nostra selvatichezza per confinarci, mansueti, nella nostra civiltà capitalista.

A rappresentare questi principi nello Sponz 2018 sono stati chiamati i rappresentanti del popolo Mapuche, che inaugureranno lo Sponz il 21 agosto con una cerimonia di canti e danze propiziatorie. Popolo originario che abita il sud del Cile e Argentina, protettori della Patagonia, i Mapuche sono gli unici indigeni i cui territori sono stati riconosciuti dai conquistatori europei come “nazione”proprio per non essere mai riusciti a conquistarli e che ancora oggi conservano le loro tradizioni e i loro costumi millenari. Saranno allo Sponz per l’intera settimana con i loro riti ancestrali, le musiche e le danze collettive, la preparazione del cibo e la medicina naturale: un autentico programma nel programma. La cerimonia Mapuche sarà il rito perfetto che precederà “In-Trance”, un grande tributo ad Antonio Infantino, alla sua musica e al suo pensiero con Ago Trance e i Tarantolati di Antonio Infantino, le figlie del maestro recentemente scomparso Victoria, Katrine e Kristina e la partecipazione di Daniele Sepe.p (4)                           Mapuches ospiti a Calitri dello SponzFest 2018. Foto courtesy dell’Ufficio Stampa GDG press

Un set di percussioni e voci di musica elettronica ed altre esperienze legate allo stato di trance, elevazione, estasi, dialogo con la natura, rotazione, pitagorismo, campi d’indagine che hanno accompagnato tutta l’esistenza del Maestro. L’omaggio si chiuderà con la proiezione notturna di The Fabulous Trickster,il docufilm di Luigi Cinquesu e con Antonio Infantino.

Il programma prevede un’anteprima il 19 agosto con Michela Murgia e Marco Aime. La prima alba dello Sponz Fest 2018 verrà salutata come da tradizione da un concerto che guarda a Oriente. Per questa edizione sarà il turno di A Hawk and A Hacksaw, duo americano affascinato dall’est Europa e dalla natura selvatica. Fra gli appuntamenti principali di una settimana sponzante e dionisiaca, il concerto di Angelo Branduardi con un ensemble di musica antica guidato da Giovannangelo De Gennaro del 22 agosto, una versione particolare del celebre album del 1996 “Camminando Camminando”.

Il giorno seguente, 23 agosto, sarà invece la volta di Music for Wilder Mann, spettacolo musicale e visivo di Teho Teardo con la straordinaria partecipazione del fotografo Charles Fréger, autore di un progetto fotografico (pubblicato poi in volume) dal titolo Wilder Mann,la figura dell’uomo selvaggio, risultato di una ricerca sulla tradizione, comune a molti popoli europei, di travestirsi da animali per celebrare antichi riti pagani. Torna per il secondo anno consecutivo, stavolta in veste di musicista, Massimo Zamboni, chitarrista e co-fondatore dei CCCP fedeli alla linea prima e dei CSI dopo, oltre che scrittore.

Il 24  agosto Tifiamo Rivolta sarà un viaggio – in compagnia di amici di vecchia data come Erik Montanari, Cristiano Roversi, Gigi Cavalli Cocchi e soprattutto dell’impareggiabile Artista del Popolo Danilo Fatur–nel presente e nel passato dell’artista emiliano, reduce dal successo del progetto di teatro musicale I Soviet + lElettricità e dell’omonimo album appena uscito. In scaletta, il repertorio dei CCCP, dei CSI insieme ai brani della carriera da solista di Zamboni. Dopo Zamboni, sarà la volta di Alfio Antico, con un progetto che unisce arcaicità a psichedelia.

Momento clou dello Sponz Fest 2018, la Notte Selvaggiadel 25 agosto. Ad aprire le cerimonie della Notte Selvaggiasarà lo stesso Vinicio Capossela in nta la Cupa” concerto/rappresentazione nel luogo della leggenda da cui prendono il nome le canzoni della cupa, in compagnia di Mimmo Borrelli una delle voci più originali e profonde del teatro contemporaneo. La presentazione offerta dallo stesso Vinicio Capossela offre uno spaccato ancor più significativo: “Cupa è la zona d’ombra, la zona selvatica, il labile confine tra la luce della contemporaneità e il buio della storia pregressa. Il confine tra i vivi e i morti, tra la realtà e la verità inconoscibile. Questo è stato per me la cupa, e in questo mondo di mezzo sono nate le canzoni della cupa, cominciate nel 2003 e pubblicate nel 2016. Il 25 agosto l’atto finale… la loro rappresentazione nel luogo del toponimo…le note, le voci e i canti sparsi nel declivio scavato dal fiume Cortino. Un terreno discendente che fornirà l’anfiteatro per la scenografia naturale del sentiero della Cupa”. Ad accompagnare gli sponzati nella seguente processione, le creature ibride uomo-animale: i Rumiti, maschere ancestrali del Carnevale di Satriano di Lucania che richiamano lo spirito dei boschi della Basilicata; i Merdules, le maschere sarde di Ottana che svelano tracce evidenti degli antichi culti del Mediterraneo arcaico, su tutti il culto della fertilità; e i diavoli dei Krampusdi Canazei (Tn) che secondo la tradizione, durante le serate del 5 e 6 dicembre, hanno la funzione di accompagnare San Nicolò nella consegna dei doni ai bambini. E prima della consueta cerimonia all’alba dei Mapuche, a notte fonda, il concerto del misterioso Vurro, polistrumentista spagnolo, uomo dal cranio di vacca circondato da strumenti infuriati. Come sempre, i linguaggi dell’arte saranno di casa nella sezione SponzArti, ideata da Mariangela Capossela e curata insieme a Tommaso Evangelista, che quest’anno avrà il titolo Selvaggio io o selvaggio tu?e si articolerà attraverso quattro appuntamenti/percorsi accomunati da un approccio multidisciplinare (scienze umane, teatro, opere d’arte pubblica) teso a riflettere sui concetti di confronto, alterità, egemonia, questione meridionale, rapporto fra colonialismo e capitalismo. Attraverso questi temi SponzArti incrocerà le attività della Libera Università per Ripetenti in una serie di incontri con alcuni docenti e artisti, presenterà uno spettacolo teatrale e le creazioni artistiche selezionate dal bando che ha coinvolto i richiedenti asilo e i migranti di quattro centri SPRAR irpini e proietterà a ciclo continuo per tutta la settimana The couple in the cage, video del 1993 che documenta un’opera d’arte performativa degli artisti Coco Fusco(Cuba-Usa) e Guillermo Gomez-Peña (Messico-Usa), realizzata durante l’anno di celebrazioni del cinquecentenario della scoperta dell’America Dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, tornano anche gli incontri e le lezioni della Libera Università per Ripetenti che quest’anno propone i corsi di “controaddomesticamento. Fra attualità, archeologia e politica, una serie di incontri con docenti universitari, percorsi di mitologia e astronomia, azioni sciamaniche, tavole rotonde per restare diversamente selvaggi e aperti ad altri flussi culturali, al valore delle differenze. E ancora durante la settimana gli imperdibili appuntamenti con lo sponzamento al Ballodromo di Piazza Giolitti con lOrchestrina di Molto Agevole, Kembo & Calitri Popolare –’e l’indimenticabile band protagonista della storia del beat italiano I Corvi.  Animeranno le serate di questo ballo dromo del 23 agosto: Wild Trinacria, Marcello Fontecon Skunkiuruti Bande Le Matrioske, la Wild Hirpos con il siciliano Alfio Antico, il tamburo più selvaggio della Trinacria, accompagnato al marranzano dall’armonica da Giuseppe Milicie alla chitarra da Francesco Buzzurro, la Scuola di Tarantella Montemaranese e la quadriglia irpina dellimmancabile Tonuccio Bi-Folk; il 24 agosto, infine, The Wildest, il tributo a Luis Prima dei The Good Fellas gangsters of swing, preceduto dall’esibizione della Banda della Posta. Ogni sera in località segrete i Voltaggi Selvaggi, i set di musica elettronica curati da Angelo Martin Maffucci, e le performance musicali e le degustazioni “In the grotto”fra i vicoli del centro storico di Calitri, nella straordinaria scenografia delle grotte di Calitri.

Calitri Borgo-CastelloIl tutto insieme a performance di A Hawk and A Hacksaw, Mickey Kenney, Peppe Leone, in una sfida con il ciclope Alfio Antico,e poi la grotta della “cumversazione” dove il vino di botte farà intonare la tradizione del sonetto calitrano. E infine gli spettacoli spontanei che sempre animano il labirinto dei vicoli, che restano la parte più indimenticabile del Fest.Evento unico sarà invece il 24 agosto Selvaggina, rassegna di musicisti emergenti del territorio curata da Virginio Tenore. Un’attrattiva in più è offerta durante i giorni del Fest, dalla linea ferroviaria di interesse storico Avellino Rocchetta, riattivata per l’occasione; nonché dalle escursioni in bici di Bici-Sponziamoci, i laboratori e i giochi selvaggi per grandi e piccini, le escursioni curate da Irpinia Trekking.Lo Sponz Fest 2018 si chiuderà il 26 agosto nella straordinaria cornice dellAbbazia del Goleto a SantAngelo dei Lombardi con il pianista e compositore Stefano Nanniche dirigerà l’orchestra degli allievi del conservatorio di Avellino nel concerto Requiem per animali immaginari, con la voce narrante dello stesso Capossela. Il concerto sarà l’atto finale di un’ultima giornata molto intensa che  nella splendida cornice del casone di Montevaccaro di Lacedonia,  offrirà una esperienza di unione tra cibo e musica. Il confronto antichissimo tra natura e cultura nella preparazione di un piatto che unisce culture migranti e la musica senza tempo di uno speciale camminatore in musica, Giovannangelo De Gennaro. A seguire la perfomance di Sponz Arti, versione sperimentale de “La tempesta” .

Per maggiori informazioni turistiche visionare il sito web www.sponzfest.it,  per possibilità di accoglienza sito web www.irpiniaturismo.it – oppure contattare  via e.mail info@irpiniaturismo.it  –  tel. O827.69244.-

 

 

 

 

La città di Pesaro accoglie la XXXIX Edizione del Rossini Opera Festival 2018 “ROF 2018”

Donatello Urbani

Il programma di questa 39^ edizione coincide con le solenni Celebrazioni del 150esimo anniversario della morte di Gioachino Rossini. Proprio per questo il Rossini Opera Festival ha deciso di presentare un programma di particolare impegno produttivo ricco di novità. Le tre opere principali in cartellone, dall 11 al 23 di agosto, sono tutte nuove produzioni (Ricciardo e Zoraide, Adina e Il barbiere di Siviglia); ad esse si aggiungono la Petite messe solennelle, Il viaggio a Reims dei giovani dell’Accademia Rossiniana Alberto Zedda e numerosi altri concerti, recital e conferenze. Completa il cartellone Il viaggio a Reims dei giovani dell’Accademia Rossiniana (direttore Hugo Carrio, regia Emilio Sagi); i concerti di Lisette Oropesa, Eleonora Buratto, Michele Pertusi e Carlo Lepore; la serata dedicata alle Grandi scene rossiniane, con Nicola Alaimo introdotto da Remo Girone, diretta da Michele Spotti; il Cabaret Rossini ideato e diretto da Filippo Crivelli, con Massimo Ranieri, Antonio Ballista al pianoforte e le voci di Anna Bonitatibus, Sofia Mchedlishvili, Ruzil Gatin e Daniele.

20180810_092635                                                      Pesaro: veduta dell’edificio destinato ad accogliere il Museo Rossiniano

Appropriate in proposito le parole del Sovrintendente del ROF Ernesto Palacio: “Il catalogo rossiniano completo consta di 39 opere: 38 sono state rappresentate al Rossini Opera Festival, manca Eduardo e Cristina la cui edizione critica è al momento in fase di preparazione e sarà pertanto possibile programmarla in una delle prossime edizioni del Festival. Pensiamo che tutte le opere di Rossini meritino la nostra attenzione e così la nostra programmazione cerca ora di proporre titoli meno eseguiti. Già l’anno scorso con Le siège de Corinthe, La pietra del paragone e Torvaldo e Dorliska abbiamo reso merito a opere che erano state rappresentate in una sola occasione. Quest’anno proseguiamo proponendo tre nuove produzioni. Ricciardo e Zoraide e Adina, mentre abbiamo ritenuto che per le Celebrazioni rossiniane fosse opportuno programmare anche l’opera più rappresentativa di Rossini, Il barbiere di Siviglia. Nel 2019, invece, programmeremo per l’edizione del quarantennale del Festival due nuove produzioni: Semiramide, diretta da Michele Mariotti e messa in scena da Graham Vick, e L’equivoco stravagante, per la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier (al debutto a Pesaro) e la direzione di Carlo Rizzi. Terzo titolo in cartellone la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio di Davide Livermore, visto al ROF nel 2010, diretto da Paolo Arrivabeni.” .” A seguire l’intervento di Gianni Letta, presidente designato della Fondazione Rossini che  ha ricordato: “Sono trentanove anni che la Fondazione Rossini e il Rossini Opera Festival lavorano fianco a fianco. A Pesaro, per opera di studiosi che non saranno mai sufficientemente ringraziati, abbiamo avuto l’ardire di pensare che un solo secolo fosse un tempo troppo stretto; che oltre l’800, di cui Rossini accompagnò lo scorrere per un lungo tratto, anche il ’900 e poi il nuovo millennio dovessero essere illuminati dalla sua grandezza; che ciò che rischiava di essere dimenticato, ed effettivamente lo fu, andava riscoperto; che ciò che rischiava di essere banalizzato e corrotto andasse riportato alla purezza di architetture immortali. Ecco dunque che nel mezzo di scoppiettanti e plurime iniziative che arricchiscono l’anno in cui il mondo celebra il 150° dalla morte, la Fondazione Rossini e il Rossini Opera Festival stanno lì, al centro, come due pilastri a reggere assieme la scena, come solidi tralicci su cui salgono gli acrobati per poi lanciarsi in meravigliose evoluzioni.”

20180810_092504                                                                     Pesaro: Ricostruzione digitale di una sala del PalaScavolini

Ha chiuso l’incontro il sindaco di Pesaro Matteo Ricci: “Il 2018 è l’anno rossiniano per eccellenza, perché segna i 150 anni dalla morte del compositore. L’anniversario è così diventato momento strategico per la promozione del ‘sistema cultura Italia’ nel mondo, promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri. Il piano eventi è articolato e vede in campo – accanto al Comune – il Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei Centenari Rossiniani, il Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane, ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e Amat (Associazione Marchigiana Attività Teatrali). Nel fitto calendario di eventi, spicca una serie di concerti tenuti presso le ambasciate e gli Istituti italiani di cultura di tutto il mondo dai cantanti ex-allievi dell’Accademia Rossiniana. Le celebrazioni per il 150° lasceranno un segno tangibile nella geografia urbana di Pesaro: un nuovo museo dedicato a Rossini e alla Musica a Palazzo Montani Antaldi, nel cuore del centro, da inaugurare entro il 2019. Sempre nello stesso anno sarà inaugurato il nuovo Pala Scavolini, auditorium da duemila posti frutto del restauro del PalaFestival ove il ROF ha messo in scena le sue opere sino al 2005.”

Rossini Opera Festival 61121 Pesaro – Italia / Via Rossini, 24 • Tel. 072138001 / Fax 0721.3800220 www.rossinioperafestival.it • e-mail: rof@rossinioperafestival